EMOZIONE era quella la parola apparentemente indecifrabile che cercava di leggere sul muro della metro.Erano passati poco più di 20 minuti ed il treno, che lo avrebbe condotto a casa dopo una settimana di estenuante lavoro, era in ritardo.Così avvolto nel suo impeccabile cappotto blu allentò la cravatta e decise di combattere l'attesa leggendo le dediche sui muri,fantasticando sulle vite di coloro che avevano lasciato un segno,un disegno,una firma.
Che strana generazione, pensava tra sè e sé, tante parole e pochi sguardi.
Le sue considerazioni accelerarono il moto delle lancette così spense la sigaretta appena accesa e salí sul quel treno che tanto sapeva di casa, di famiglia,di pace.Nel vagone semi vuoto riecheggiavano i suoi pensieri, la preoccupazione per l'imminente intervento del padre,la promozione, il monolocale che avrebbe voluto affittare per acquistare una casa un po' più grande e la frustrazione di un amore trascinato,stanco, sfinito. Nel finestrino vedeva scorrere il riflesso del suo volto, quella di un uomo di trentotto anni assalito da mille dubbi e così, per sfuggire al caos dei suoi pensieri, chiuse gli occhi,con la speranza di riposare un pò.
In quel momento il capo treno annunciò un guasto al motore invitando i passeggeri a scendere alla prossima fermata. Il mezzo non avrebbe ripreso la sua corsa prima dell indomani.
Era il venerdì di una fredda serata invernale, in quel paese solitario il termometro dell farmacia di turno segnava appena 2°.
Sarebbe stato opportuno cercare un b&b un hotel dove poter trascorrere la notte ma la fame prese il sopravvento così aprì la porta di una piccola enoteca del centro.Fu rapito dal suono affascinante del sax e dal calore che si respirava in quel posto così piccolo ed accogliente.
E mentre sorseggiava un vino locale il suo sguardo fu rapito dalle labbra di quella donna che si muovevano in un canto muto.Quelle labbra sapevano di purezza.Quelle labbra sapevano di VITA.
"Siamo così è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare quì, nelle sere tempestose portaci delle rose, nuove cose e ti diremo ancora un altro SI".
sabato 21 gennaio 2017
Diario di un romanzo mai scritto -II
giovedì 12 gennaio 2017
Diario di un romanzo mai scritto - I
Avrebbe voluto che le cose andassero in modo diverso.Avrebbe voluto scegliere e non essere trascinata da un destino troppo impetuoso, a tratti violento.
Le tremava il cuore quella notte in quel letto freddo.Lontana dai suoi affetti sentiva il peso della nostalgia che,come neve,si posava lenta sul suo cuore stanco.Avrebbe voluto ribellarsi ma non trovava la forza per urlare in faccia alla vita la sua rabbiosa voglia di riscatto.Così scivolò da quel letto in cui si sentiva imprigionata e corse allo specchio per guardarsi, questa volta però senza provare ripugnanza.Vide una luce riflessa nei suoi occhi, un barlume di energia.
Vide una donna coraggiosa e forte,padrona delle sue azioni, famelica di sogni e nutrita di speranze. Così indossò quei jeans che tanto le piacevano, un paio di scarpette da ginnastica, un filo di lucido sulle labbra.Agguantó sciarpa e cappotto e uscì di casa.Il freddo era talmente pungente che lo sentiva oltre la pelle.Mentre camminava tra le stradine deserte di quel paesino di poche anime venne rapita dal suono di un sax.
Ci mise un po' per capire da dove provenisse.Così si ritrovò in una piccola enoteca del centro a sorseggiare buon vino e ad ascoltare quella dolce melodia.Seguiva con attenzione le mani del musicista e in quel momento comprese il senso vero dell'arte fatta di profondità di sentire e non di apparenze.Sentì il brivido di un abbraccio mentre le sapienti mani del musicista iniziarono a suonare Careless Whispers di George Michael.Pura emozione...
DAL ROMANZO MAI SCRITTO
di
Rossella Graziuso
martedì 3 gennaio 2017
sabato 31 dicembre 2016
Buon anno a tutti
Il 2016 é stato un anno che mi ha messo a dura prova come madre come moglie ma soprattutto come donna.Ho visto tanti sogni rimanere chiusi in un cassetto,ho visto gente dispensare messaggi di amore per poi pugnalarsi alle spalle,ho visto gesti di vera amicizia perdersi in una lite banale,ho visto sorrisi infrangersi contro cartelle cliniche crudeli, ho visto successi lavorativi oscurati da lingue biforcute, ho visto un camion correre tra la folla e uomini innocenti strappati ingiustamente alla vita, ho visto gente mettere al mondo figli per poi darli in pasto al" lupo cattivo", ho visto grandi voci morire per overdose, ho visto le città della mia Italia crollare sotto il peso di violenti terremoti,ho visto l'orrore di Aleppo riflettersi negli occhi di un bambino, ho visto grandi menti scappare da questo Paese in cerca di un lavoro, ho visto voti che hanno fatto cadere un governo...e mentre nel mondo accadeva tutto questo ho visto crescere mia figlia, ho visto i miei occhi stanchi quando la notte le preparavo il latte, ho visto i suoi dentini ed i suoi primi passi , ho visto il mio fisico cambiare , ma soprattutto ho visto la mia felicità tra le manine di mia figlia. Ho visto un anno fatto di sacrifici ma soprattutto ho visto me diventare DONNA.Auguri a tutti affinché possiate vedere nel nuovo anno i vostri sogni diventare vera poesia.
venerdì 25 novembre 2016
L' ignoranza genera violenza
Proprio a ridosso della giornata internazionale contro la violenza di genere,mi imbatto in un personaggio da schiaffi mentre sorseggio il mio solito caffè, nel solito bar, alla solita ora.Avrei voluto fare a meno di sentire certe parole...eppure esistono ancora uomini così trogloditi.Il tipo, il quale si é definito un avvocato penalista,ha iniziato una dissertazione stupida e sconcertante sulla superiorità dell'uomo rispetto alla donna e sulla necessita di dover educare le nuove generazioni alla cultura che l' uomo è e sarà sempre di più rispetto alla donna.Farfuglia rivolgendosi a me, sì proprio a me, che lui ha assistito da avvocato a tante donne vittima di violenza ma che faticava a comprendere questo tipo di denunce.Non gli ho sputato il caffè in faccia per ritegno.Sono madre ma soprattutto sono donna...SUPERIORE nei modi rispetto ad un rozzo di tale portata.Pertanto dopo aver adagiato la tazzina vuota sul bancone mi sono.voltata a guardarlo ...e soddisfatta davanti ad altra gente omertosa e cieca gli ho sbattuto sotto al naso il quotidiano della mia città dove in prima pagina campeggiava la foto di Carla Caiazza bruciata viva all ottavo mese di gravidanza...e mentre uscivo dal bar con aria sprezzante ho detto: AVVOCA' SOLO 18 ANNI HANNO DATO A QUESTO GRANDE UOMO DI MERDA...e lui ha urlato alle mie spalle con tutta la sua arroganza che questa è la giustizia italiana.
Finché serpeggerá ignoranza ci sarà sempre una donna uccisa o sfregiata per mano di un uomo.Dovrei cambiare bar?Assolutamente NO.Piuttosto è lui che dovrebbe cambiare strada, cambiare mestiere, cambiare mentalità.
Viviamo in un mondo di avvocati che difendono le donne per guadagno ma che in fondo le giudicano esseri inferiori e limitati, viviamo in un'epoca in cui gli uomini parlano d'amore ma picchiano sfregiano e premeditano lasciando segni permanenti non solo sul corpo ma soprattutto nell'anima. C' é chi ha trovato la forza di rialzarsi per amor proprio o spinte dall'amore incondizionato per i propri figli...ma c è chi invece si è lasciata sopraffare dal dolore e ha deciso di abbandonarsi ad esso.E dunque anche la memoria va rispettata.
Non solo oggi #bastaviolenzasulledonne